Architetto iunior a Palermo – Alessandro Troia

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Condoni Edilizi in Sicilia: Tra Storia, Sentenze e la Nuova “Sanatoria 2026”

Il panorama normativo dell’urbanistica in Sicilia è da sempre un terreno complesso, dove le leggi nazionali si intrecciano con la competenza esclusiva della Regione Statutaria. Per i proprietari di immobili e i professionisti, orientarsi tra i vecchi condoni e le recenti novità del Decreto Salva Casa (e i nuovi emendamenti per il 2026) richiede un’analisi tecnica precisa.

In questo articolo facciamo chiarezza sui tre storici condoni nazionali, il loro recepimento in Sicilia e le ultime notizie che stanno rimbalzando sulle testate giornalistiche riguardo alla nuova sanatoria.


1. I Tre Condoni Nazionali: L’Evoluzione e il Caso Sicilia

A livello nazionale, l’Italia ha conosciuto tre grandi provvedimenti di sanatoria straordinaria. Tuttavia, la Sicilia ha spesso applicato regole proprie, generando un contenzioso che è arrivato fino alla Corte Costituzionale.

Il Primo Condono (Legge 47/1985)

È il condono “madre”, il più ampio in termini di volumetrie sanabili. In Sicilia è stato recepito con la L.R. 37/1985. Consentiva di sanare abusi realizzati entro il 1° ottobre 1983.

Il Secondo Condono (Legge 724/1994)

Introdotto per abusi ultimati entro il 31 dicembre 1993, fissava limiti volumetrici più stringenti (massimo 750 mc per singola istanza). In Sicilia è stato applicato tramite la L.R. 25/1995.

Il Terzo Condono (D.L. 269/2003)

È il provvedimento più controverso. A livello nazionale escludeva la sanatoria per immobili in zone vincolate (vincoli relativi). La Regione Sicilia, con la L.R. 15/2004, ha tentato per anni di estendere la sanabilità anche a queste aree.

Nota Tecnica: Recentemente, la Sentenza n. 252/2022 della Corte Costituzionale ha messo la parola “fine” alle interpretazioni estensive siciliane, dichiarando illegittima la sanatoria del Terzo Condono in aree con vincolo di inedificabilità relativa (es. vincolo paesaggistico).


2. Il “Salva Casa” e il Recepimento in Sicilia (L.R. 27/2024)

Mentre si gestiscono ancora le vecchie pratiche, il 2024 ha segnato l’arrivo del Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024), convertito nella Legge 105/2024.

Non si tratta di un condono tombale come i precedenti, ma di una sanatoria semplificata per difformità minori. In Sicilia, il recepimento è avvenuto con la Legge Regionale n. 27 del 18 novembre 2024, che ha introdotto:

  • Tolleranze costruttive: Nuovi parametri per scostamenti minimi (fino al 5% per unità sotto i 100 mq).
  • Stato Legittimo: Semplificazione della documentazione per attestare la regolarità dell’immobile.
  • Accertamento di conformità (Art. 36-bis): Possibilità di sanare parziali difformità senza la “doppia conformità” (ovvero rispettando solo la norma attuale e non quella dell’epoca dell’abuso).

3. Ultime Notizie: Verso la Sanatoria 2026?

Le testate giornalistiche (da Il Sole 24 Ore a Risorgimento Sicilia e Quotidiano di Sicilia) stanno dando ampio risalto a un nuovo emendamento legato alla Legge di Bilancio 2026.

Le indiscrezioni parlano di una nuova possibilità di regolarizzazione ispirata al modello del 2003 ma estesa a interventi realizzati fino a settembre 2025. I punti chiave che emergono dai media includono:

  • Regolarizzazione di tettoie, verande e chiusure leggere che non aumentano la superficie utile.
  • Semplificazione per i Centri Storici, spesso bloccati da vincoli rigidi.
  • Equiparazione sanatoria-condono: Un tentativo di chiudere definitivamente le migliaia di pratiche pendenti nei comuni siciliani (alcune ferme dal 1985).

Tuttavia, come sottolineato da esperti su LavoriPubblici.it e Ediltecnico, bisognerà attendere il testo definitivo per capire se la Regione Siciliana applicherà queste norme in modo automatico o se sarà necessaria una nuova legge di recepimento dinamico.


Considerazioni per i Proprietari

La complessa stratificazione di queste norme rende indispensabile il supporto di uno studio tecnico. Una pratica presentata sotto una legge errata o senza il parere della Soprintendenza (fondamentale in Sicilia per le aree vincolate) rischia non solo il diniego, ma l’avvio di procedure di demolizione.

Il nostro studio è a disposizione per:

  • Verifica dello stato legittimo dell’immobile.
  • Recupero e definizione di vecchie pratiche di condono (1985, 1994, 2003).
  • Presentazione di nuove SCIA in sanatoria ai sensi del “Salva Casa” Sicilia.

Desidera una consulenza per verificare se il suo immobile rientra nelle nuove semplificazioni del Salva Casa Sicilia?

INTELLIGENZA o DEFICIENZA ARTIFICIALE?

L’architetto tra algoritmi, creatività e… realtà

L’Intelligenza Artificiale sta assumendo un ruolo crescente all’interno dei processi di progettazione. Genera alternative compositive, ottimizza layout, analizza dati e supporta il professionista in molti passaggi preliminari. Ma nel settore dell’architettura, dove ogni scelta deve confrontarsi con normativa, vincoli e fattibilità costruttiva, è lecito chiedersi se si tratti sempre di “intelligenza”… o talvolta di deficienza artificiale.

1. L’AI come acceleratore di processo

Oggi gli algoritmi permettono di:

  • elaborare rapidamente studi preliminari di forma e volumetria;
  • generare concept utili alla valutazione del cliente;
  • ottimizzare spazi in base a parametri impostati;
  • produrre simulazioni energetiche e illuminotecniche di prima analisi.

Si tratta di strumenti preziosi, in grado di velocizzare fasi ripetitive e di ampliare il ventaglio delle opzioni valutabili.

2. Il limite tecnico della “creatività automatizzata”

Il problema emerge quando l’AI produce soluzioni che:

  • igniorando i regolamenti edilizi e le distanze legali;
  • non considerano nodi costruttivi, stati di fatto o materiali realmente disponibili;
  • propongono spazi non conformi ai requisiti igienico-sanitari o prestazionali;
  • generano estetiche non coerenti con il contesto urbano o con vincoli paesaggistici.

In altre parole, l’AI non comprende la complessità del processo edilizio: può disegnare, ma non progettare.

3. La centralità irrinunciabile dell’architetto

La progettazione reale richiede:

  • capacità di integrare normativa, contesto e tecnica;
  • conoscenza dei materiali e dei sistemi costruttivi;
  • coordinamento con strutturisti, impiantisti e imprese;
  • sensibilità nell’interpretare esigenze, budget e dinamiche del cliente;
  • responsabilità professionale e legale.

Tutto ciò — ad oggi — rimane prerogativa dell’architetto.

4. La vera “intelligenza” sta nell’uso consapevole

L’AI è uno strumento potente, ma va governato.
La differenza tra intelligenza e deficienza artificiale sta nell’approccio:

  • Usarla per ampliare l’analisi, NON per sostituire il processo progettuale.
  • Valutare criticamente ogni output, NON accettarlo come soluzione finale.
  • Integrarla come supporto, NON come decisore.

L’architettura non è un esercizio di generazione grafica, ma una disciplina tecnica, normativa e responsabile.

Condono edilizio con silenzio-assenso: mito o realtà?

Un sogno per molti, una possibilità per pochi

Quante volte hai sentito parlare di “silenzio-assenso” come scorciatoia per regolarizzare un’abuso edilizio? L’idea che, semplicemente presentando una domanda e aspettando in silenzio, tutto si risolva da sé è allettante. Ma funziona davvero? La risposta è “dipende”, e le sorprese non mancano.

Silenzio-assenso in edilizia: come funziona (quando funziona)

Il principio del silenzio-assenso prevede che, se l’amministrazione competente non risponde entro un certo termine, la richiesta si consideri approvata automaticamente. Un meccanismo nato per combattere la burocrazia, ma che in edilizia non è sempre applicabile.

Tre cose che devi sapere

  1. Non esiste un condono automatico
    • Nessuna legge nazionale prevede il silenzio-assenso per sanare abusi edilizi.
    • Alcuni Comuni o Regioni possono introdurre eccezioni, ma sono casi rari e circoscritti.
  2. I grandi condoni del passato non lo permettevano
    • Nel 1985 e nel 2003, anche con i condoni straordinari, bisognava ottenere un esplicito via libera dall’ente.
  3. Se provi a usarlo, rischi un contenzioso
    • Se ti affidi al silenzio-assenso senza norme chiare, potresti ritrovarti con un verbale di demolizione anziché una sanatoria.

Casi in cui (forse) puoi farne uso

Alcuni tribunali hanno riconosciuto il diritto alla sanatoria in assenza di risposta dell’amministrazione, ma si tratta di sentenze singole, non di una regola. Inoltre:

  • Piccole opere (come recinzioni o sopraelevazioni minori) potrebbero beneficiare di procedure semplificate.
  • Alcune Regioni hanno sperimentato meccanismi più snelli, ma devi verificare la normativa locale.

Cosa fare se hai un’opera abusiva?

  1. Non affidarti al “sentito dire” – Il silenzio-assenso in edilizia è un terreno minato.
  2. Consulta un professionista – Un tecnico o un avvocato può valutare se esistano strade alternative.
  3. Valuta una sanatoria ordinaria – Se l’opera è sanabile, meglio seguire l’iter ufficiale.

Conclusione: meglio non rischiare

L’idea di regolarizzare un abuso senza fare nulla è troppo bella per essere vera. Se vuoi mettere in regola un immobile, la strada più sicura resta quella tradizionale.